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giovedì 12 aprile 2012

Tu che non sai e splendi di tanta poesia


Tu che non sai e splendi di tanta poesia
o donna che fiorisci sopra la mia agonia,
fa ch'io risorga un giorno.
O tu che sei passata nel crepuscolo immondo
di tutti noi e sorgi come l'alba d'un mondo
fa ch'io risorga un giorno.

(Cesare Pavese)

martedì 27 marzo 2012

Una sera d'inverno nella nebbia


Una sera d'inverno nella nebbia
ho visto un mendicante che tendeva,
supplicando, la mano e all'amarezza
che mi ha sconvolta l'anima ho pensato:
- Se anch'io fossi così! Cosa saresti
allora tu per me? Ti avrei mai vista
nella vita?

(Cesare Pavese)

mercoledì 22 febbraio 2012

Paesaggio VIII


I ricordi cominciano nella sera
sotto il fiato del vento a levare il volto
e ascoltare la voce del fiume. L’acqua
è la stessa, nel buio, degli anni morti.



Nel silenzio del buio sale uno sciacquo
dove passano voci e risa remote;
s’accompagna al brusìo un colore vano
che è di sole, di rive e di sguardi chiari.
Un’estate di voci. Ogni viso contiene
come un frutto maturo un sapore andato.


Ogni occhiata che torna, conserva un gusto
di erba e cose impregnate di sole a sera
sulla spiaggia. Conserva un fiato di mare.
Come un mare notturno è quest’ombra vaga
di ansie e brividi antichi, che il cielo sfiora
e ogni sera ritorna.Le voci morte
assomigliano al frangersi di quel mare.


(Cesare Pavese)

mercoledì 15 febbraio 2012

Mattino


La finestra socchiusa contiene un volto
sopra il campo del mare. I capelli vaghi
accompagnano il tenero ritmo del mare.

Non ci sono ricordi su questo viso.
Solo un'ombra fuggevole, come di nube.
L'ombra è umida e dolce come la sabbia
di una cavità intatta, sotto il crepuscolo.
Non ci sono ricordi. Solo un sussurro
che è la voce del mare fatta ricordo.

Nel crepuscolo l'acqua molle dell'alba
che s'imbeve di luce, rischiara il viso.
Ogni giorno è un miracolo senza tempo,
sotto il sole: una luce salsa l'impregna
e un sapore di frutto marino vivo.

Non esiste ricordo su questo viso.
Non esiste parola che lo contenga
o accomuni alle cose passate. Ieri,
dalla breve finestra è svanito come
svanirà tra un istante, senza tristezza
né parole umane, sul campo del mare.

(Cesare Pavese)