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martedì 19 giugno 2012

Luigi Roscigno 3° classificato a "La Piazzetta" XIV edizione

Salerno, 15 giugno 2012. La giuria letteraria del Premio Internazionale Letterario - Artistico "La Piazzetta" mi decreta vincitore del 3° premio sez. Poesia con la lirica È un vortice di spada.
 

Motivazione. Un tramonto di sole, per un animo sensibile e impetuoso, si connota di violente e quasi deleterie emozioni, che fanno pensare ad un'azione aggressiva del cosmo sull'uomo. La base è la tristezza che pugna con le bellezze della natura e nel giovane poeta, dal sentire risentito, determina la lotta dell'io contro la negatività della vita, in uno scenario di immagini belle e terribili che conquistano il lettore.

domenica 1 aprile 2012

La pioggia è il tuo vestito


La pioggia è il tuo vestito.
Il fango è le tue scarpe.
La tua pezzuola è il vento.
Ma il sole è il tuo sorriso e la tua bocca
e la notte dei fieni i tuoi capelli.
Ma il tuo sorriso e la tua calda pelle
è il fuoco della terra e delle stelle.

(Corrado Govoni)

mercoledì 28 marzo 2012

Senza esclamativi


Com'è alto il dolore.
L'amore, com'è bestia.
Vuoto delle parole
che scavano nel vuoto vuoti
monumenti di vuoto. Vuoto
del grano che già raggiunse
(nel sole) l'altezza del cuore.

(Giorgio Caproni)

mercoledì 22 febbraio 2012

Paesaggio VIII


I ricordi cominciano nella sera
sotto il fiato del vento a levare il volto
e ascoltare la voce del fiume. L’acqua
è la stessa, nel buio, degli anni morti.



Nel silenzio del buio sale uno sciacquo
dove passano voci e risa remote;
s’accompagna al brusìo un colore vano
che è di sole, di rive e di sguardi chiari.
Un’estate di voci. Ogni viso contiene
come un frutto maturo un sapore andato.


Ogni occhiata che torna, conserva un gusto
di erba e cose impregnate di sole a sera
sulla spiaggia. Conserva un fiato di mare.
Come un mare notturno è quest’ombra vaga
di ansie e brividi antichi, che il cielo sfiora
e ogni sera ritorna.Le voci morte
assomigliano al frangersi di quel mare.


(Cesare Pavese)

lunedì 20 febbraio 2012

A un amico della luce


Se non vuoi che l'occhio e i sensi tuoi si intorpidiscano corri pure dietro al sole, ma stando all'ombra!

(Friedrich Nietzsche)

sabato 3 dicembre 2011

Ianthe


Ianthe! Tu decidi di partire, di attraversare il mare:
Un sentiero proibito per me!
Ricordi quante volte,
Sulla cima di un monte,
Osservando il sole chinare il capo,
Sfiorandoci le guance, unendo i nostri visi?
E quanto era debole e breve
E cedevole quel sostegno!
Che cosa accadrà ora? Il mio capo non è benedetto,
Ianthe! e si sofferma soltanto
Sul pensiero di dolore della tua partenza.
Oh, dimmi di sperare di nuovo!
Rendimi ciò che né la terra,
Né il Cielo, senza te, possono dare:
Uno di quei giorni luminosi, insieme,
E che sia pure l'ultimo!
Altrimenti il dono sarebbe, per quanto dolce,
Fragile e incompleto.

(Walter Savage Landor)

mercoledì 24 agosto 2011

L'abito


E un tessitore disse: Parlaci dell'Abito.
Ed egli rispose:
L'abitocopre in voi gran parte della bellezza, e tuttavia non cela ciò che è meno bello.
E benché cerchiate nelle vesti una vostra personale libertà, potreste trovare in esse una bardatura e una catena.
Vorrei che incontraste il sole e il vento con un po' più di pelle esposta ad essi, e non di abbigliamento.
Poiché il soffio della vita è nella luce del sole e la mano della vita è nel vento.

Alcuni di voi dicono: "È il vento del nord che ha tessuto gli abiti che portiamo".
Ed io dico: Sì, è stato il vento del nord.
Ma vergogna ne era il telaio, mollezza il suo filo.
E quando l'opera fu compiuta, il vento rise nella foresta.
Ricordatevi che la modestia è come uno scudo contro l'occhio dell'impuro.
E quando l'impuro più non vi sarà, che cosa sarà la modestia se non catena e lordura della mente?
E non dimenticate che la terra ama sentire i vostri piedi nudi e che al vento piace scherzare con i vostri capelli.

(Khalil Gibran)

giovedì 11 agosto 2011

Canto 94

Angeli vedi nella prima luce
tra la rugiada curvarsi,
Cogliere e volar via con un sorriso:
crescon per loro i fiori?

Angeli vedi quando il sole infuria
tra le sabbie roventi,
cogliere e volar via con un sospiro:
ed i fiori avvizziti con sé portano.

(Emily Dickinson)

sabato 30 luglio 2011

Corricato sull'erba

Girandole di fiori e colorato
vello dei chiari prati estivi,
tenero azzurro del disteso cielo
e sussurro dell'api :
tutto questo è dunque che il sogno
angoscioso d'un dio
il grido di una forza bruta
che a liberarsi intende?
La bella curva del monte, che posa
laggiù sopra l'azzurro,
non è dunque che l'urgere selvaggio
d'una natura levitante; solo
il moto d'un costretto affanno,
un brancolare cieco e senza posa!
Oh, lasciami tu, sogno pauroso,
tu, dolore del mondo!
Nel fulgor della sera ti addormenta
una danza d'insetti,
un gridetto di uccello, e questo fiato
di vento che mi passa su la fronte
la sua fresca carezza.
Lasciami, antico dolore dell'uomo !
Forse ogni cosa è male, ombra, tormento;
ma non già questa dolce ora di sole
non questo olezzo del rosso trifoglio,
non la felicità tenera e fonda
che nell'anima chiudo.


(Hermann Hesse)

domenica 24 luglio 2011

martedì 19 luglio 2011

Armonia della sera

Già s'avvicina l'ora che trepido ogni fiore
come un vaso d'incenso svapora sullo stelo;
solcano effluvi e musiche la sera senza velo;
malinconico valzer, delirante languore!

Ogni fiore svapora trepido sullo stelo;
il violino geme come un afflitto cuore;
malinconico valzer, delirante languore!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo.
  
Il violino geme come un afflitto cuore,
un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore.

Un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido,
dei bei giorni che furono raccoglie ogni bagliore;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore...
Il tuo ricordo in me brilla come un cimelio.

(Charles Baudelaire)

sabato 16 luglio 2011

Giardino autunnale

Al giardino spettrale al lauro muto
de le verdi ghirlande
a la terra autunnale
un ultimo saluto!
A l'aride pendici
aspre arrossate nell'estremo sole
confusa di rumori rauchi grida la lontana vita:
grida al morente sole
che insanguina le aiole.
S'intende una fanfara
che straziante sale: il fiume spare
ne le arene dorate; nel silenzio
stanno le bianche statue a capo i ponti
volte: e le cose già non sono più.
E dal fondo silenzio come un coro
tenero e grandioso
sorge ed anela in alto al mio balcone:
e in aroma d'alloro,
in aroma d'alloro acre languente,
tra le statue immortali nel tramonto
ella m'appar, presente.


(Dino Campana)

sabato 9 luglio 2011

Tramonto

Nell'ora che il Sole scava
il loculo sul monte,
e d'Esso intriso
il ciel vi corica la nube,
per vivere dolersi
al cuore più non duole.

(Luigi Roscigno)

sabato 2 luglio 2011

Sonetto XXIV

Il mio occhio s'è fatto pittore ed ha tracciato
L'immagine tua bella sul quadro del mio cuore;
il mio corpo è cornice in cui è racchiusa,
Prospettica, eccellente arte pittorica,
Ché attraverso il pittore devi vederne l'arte
Per trovar dove sia la tua autentica immagine dipinta,
Custodita nella bottega del mio seno,
Che ha gli occhi tuoi per vetri alle finestre.
Vedi ora come gli occhi si aiutino a vicenda:
I miei hanno tracciato la tua figura e i tuoi
Son finestre al mio seno, per cui il Sole
Gode affacciarsi ad ammirare te.
Però all'arte dell'occhio manca la miglior grazia:
Ritrae quello che vede, ma non conosce il cuore.


(William Shakespeare)

mercoledì 15 giugno 2011

Se non avessimo mai veduto le stelle


Se non avessimo mai veduto le stelle, e il sole, e il cielo, nessuna delle parole che abbiamo detto sull'universo sarebbe stata mai pronunciata. Ma ora la visione del giorno e della notte, e dei mesi e dell'evolvere degli anni, ha creato il numero, e ci ha dato una concezione del tempo e il potere di indagare sulla natura dell'universo; e da questa sorgente abbiamo tratto la filosofia, di cui un bene maggiore non fu e non sarà mai donato dagli dei all'uomo mortale.

(Platone)

sabato 11 giugno 2011

Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.


Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.


Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.


E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.


(Eugenio Montale)

giovedì 5 maggio 2011

Così cominciò il tramonto di Zarathustra

O grande astro, che cosa sarebbe la tua felicità se tu non avessi coloro a cui risplendi?
Per dieci anni sei venuto quassù alla mia caverna: della tua luce e di questo cammino ti saresti saziato senza di me, della mia aquila e del mio serpente.
Ma noi ti abbiamo aspettato ogni mattina, ti abbiamo preso il tuo superfluo e ti abbiamo per ciò benedetto.
Vedi: io sono tediato della mia saggezza, come l'ape che ha accumulato troppo miele, ho bisogno di mani che si protendano.
Vorrei donare e distribuire, finché i savi tra gli uomini tornassero a rallegrarsi della loro follia e i poveri della loro ricchezza.
Per questo devo scendere in basso: come fai tu la sera, quando vai dietro il mare e porti ancora luce al mondo infero, tu astro straricco!
Devo al pari di te, tramontare, come dicono gli uomini tra i quali voglio discendere.
E allora benedicimi, occhio placido, che senza invidia puoi contemplare anche una troppo grande felicità!
Benedici il calice che vuol traboccare, affinché dorata ne fluisca l'acqua, recando ovunque il riflesso della tua giocondità!
Vedi: questo calice vuol ridiventare vuoto, e Zarathustra vuol ridiventare uomo.

(Friedrich Nietzsche)

mercoledì 23 febbraio 2011

Preludio

Odio l'usata poesia: concede
comoda al vulgo i flosci fianchi e senza
palpiti sotto i consueti amplessi
stendesi e dorme.

A me la strofe vigile, balzante
co 'l plauso e 'l piede ritmico ne' cori:
per l'ala a volo io còlgola, si volge
ella e repugna.

Tal fra le strette d'amator silvano
torcesi un'evia su 'l nevoso Edone:
piú belli i vezzi del fiorente petto
saltan compressi,

e baci e strilli su l'accesa bocca
mesconsi: ride la marmorea fronte
al sole, effuse in lunga onda le chiome
fremono a' venti.

(Giosuè Carducci)

martedì 15 febbraio 2011

Madre

La parola più bella
sulle labbra del genere umano è "Madre",
e la più bella invocazione è "Madre mia".
E' la fonte dell'amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
La stella Sole è madre della terra
e le dà il suo nutrimento di calore;
non lascia mai l'universo nella sera
finchè non abbia coricato la terra
al suolo del mare e al canto melodioso
di uccelli e acque correnti.
E questa terra è madre degli alberi e dei fiori.
Li produce, li alleva, e li svezza.
Alberi e fiori diventano
madri tenere dei loro grandi frutti e semi.
La parola "madre" è nascosta nel cuore
e sale alle labbra
nei momenti di dolore e di felicità,
come il profumo sale dal cuore della rosa
e si mescola
all'aria chiara e nell'aria nuvolosa.
 
(Khalil Gibran)