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martedì 19 giugno 2012

Luigi Roscigno 3° classificato a "La Piazzetta" XIV edizione

Salerno, 15 giugno 2012. La giuria letteraria del Premio Internazionale Letterario - Artistico "La Piazzetta" mi decreta vincitore del 3° premio sez. Poesia con la lirica È un vortice di spada.
 

Motivazione. Un tramonto di sole, per un animo sensibile e impetuoso, si connota di violente e quasi deleterie emozioni, che fanno pensare ad un'azione aggressiva del cosmo sull'uomo. La base è la tristezza che pugna con le bellezze della natura e nel giovane poeta, dal sentire risentito, determina la lotta dell'io contro la negatività della vita, in uno scenario di immagini belle e terribili che conquistano il lettore.

sabato 18 febbraio 2012

Fraterno tetto...


Fraterno tetto; cruda città; clamore
e strazio quotidiano; o schiaffeggiante
vita, vita e tormento alla mia anziana
età: guardatemi! sono il più caduco,
tra voi; un rudere pieno di colpe sono...
ma un segno che qualcosa non tramonta
col mio tramonto: resiste la mi pazienza,
è come un orizzonte inconsumabile,
come un curvo pianeta è la mia anima.

(Carlo Betocchi)

domenica 27 novembre 2011

Qui ti amo


Qui ti amo.
Negli oscuri pini si districa il vento.
Brilla la luna sulle acque erranti.
Trascorrono giorni uguali che s'inseguono.

La nebbia si scioglie in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte, stelle.

O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui ti amo.

Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde.

Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
che corrono per il mare verso dove non giungono.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
I moli sono più tristi quando attracca la sera.

La mia vita s'affatica invano affamata.
Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia combatte coni lenti crepuscoli.
Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi.
La luna fa girare la sua pellicola di sogno.


(Pablo Neruda)

giovedì 25 agosto 2011

Fuga di giovinezza


La stanca estate china il capo
specchia nell'acqua il suo biondo volto.
Erro stanco e impolverato
nell'ombra del viale.

Tra i pioppi soffia una leggera
brezza. Il cielo alle mie spalle è rosso
di fronte l'ansia della sera
- e il tramonto - e la morte.

E vado stanco e impolverato
e dietro a me resta esitante
la giovinezza, china il capo
e non vuole più seguire la strada con me.


(Hermann Hesse)

sabato 16 luglio 2011

Giardino autunnale

Al giardino spettrale al lauro muto
de le verdi ghirlande
a la terra autunnale
un ultimo saluto!
A l'aride pendici
aspre arrossate nell'estremo sole
confusa di rumori rauchi grida la lontana vita:
grida al morente sole
che insanguina le aiole.
S'intende una fanfara
che straziante sale: il fiume spare
ne le arene dorate; nel silenzio
stanno le bianche statue a capo i ponti
volte: e le cose già non sono più.
E dal fondo silenzio come un coro
tenero e grandioso
sorge ed anela in alto al mio balcone:
e in aroma d'alloro,
in aroma d'alloro acre languente,
tra le statue immortali nel tramonto
ella m'appar, presente.


(Dino Campana)

sabato 9 luglio 2011

Tramonto

Nell'ora che il Sole scava
il loculo sul monte,
e d'Esso intriso
il ciel vi corica la nube,
per vivere dolersi
al cuore più non duole.

(Luigi Roscigno)

giovedì 5 maggio 2011

Così cominciò il tramonto di Zarathustra

O grande astro, che cosa sarebbe la tua felicità se tu non avessi coloro a cui risplendi?
Per dieci anni sei venuto quassù alla mia caverna: della tua luce e di questo cammino ti saresti saziato senza di me, della mia aquila e del mio serpente.
Ma noi ti abbiamo aspettato ogni mattina, ti abbiamo preso il tuo superfluo e ti abbiamo per ciò benedetto.
Vedi: io sono tediato della mia saggezza, come l'ape che ha accumulato troppo miele, ho bisogno di mani che si protendano.
Vorrei donare e distribuire, finché i savi tra gli uomini tornassero a rallegrarsi della loro follia e i poveri della loro ricchezza.
Per questo devo scendere in basso: come fai tu la sera, quando vai dietro il mare e porti ancora luce al mondo infero, tu astro straricco!
Devo al pari di te, tramontare, come dicono gli uomini tra i quali voglio discendere.
E allora benedicimi, occhio placido, che senza invidia puoi contemplare anche una troppo grande felicità!
Benedici il calice che vuol traboccare, affinché dorata ne fluisca l'acqua, recando ovunque il riflesso della tua giocondità!
Vedi: questo calice vuol ridiventare vuoto, e Zarathustra vuol ridiventare uomo.

(Friedrich Nietzsche)