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martedì 19 giugno 2012

Luigi Roscigno 3° classificato a "La Piazzetta" XIV edizione

Salerno, 15 giugno 2012. La giuria letteraria del Premio Internazionale Letterario - Artistico "La Piazzetta" mi decreta vincitore del 3° premio sez. Poesia con la lirica È un vortice di spada.
 

Motivazione. Un tramonto di sole, per un animo sensibile e impetuoso, si connota di violente e quasi deleterie emozioni, che fanno pensare ad un'azione aggressiva del cosmo sull'uomo. La base è la tristezza che pugna con le bellezze della natura e nel giovane poeta, dal sentire risentito, determina la lotta dell'io contro la negatività della vita, in uno scenario di immagini belle e terribili che conquistano il lettore.

giovedì 5 aprile 2012

Coloro che raggiungono l'obiettivo


Un giorno Isa vide un gruppetto di persone dall'aspetto infelice sedute su un muretto sul ciglio della strada.
"Che cos'è che vi affligge?", chiese loro.
"È la paura dell'inferno che ci ha messo in questo stato", risposero.
Egli proseguì per la sua strada e ben presto incontrò un altro gruppo di persone dall'aria sconsolata, ognuna delle quali era ripiegata nella propria tristezza. "Che cos'è che vi affligge?", chiese loro. "È il desiderio del paradiso che ci ha resi così", risposero.
Egli proseguì il suo cammino finché passò davanti a un terzo gruppo di persone che sembravano aver sofferto molto, ma i cui volti splendevano di gioia.
Isa chiese loro: "Qual è il motivo del vostro stato?".
Risposero: "Lo spirito di Verità. Abbiamo visto la Realtà e questo ci ha resi dimentichi degli obiettivi inferiori".
Allora Isa disse: "Sono queste le persone che raggiungono l'obiettivo. Nel Giorno del Giudizio, saranno loro che si troveranno in presenza di Dio".


(Al-Ghazzali)

giovedì 16 febbraio 2012

Taci, anima mia


Taci, anima mia. Son questi i tristi giorni
in cui senza volontà si vive,
i giorni dell'attesa disperata.

Come l'albero ignudo a mezzo inverno
che s'attriste nella deserta corte
io non credo di mettere più foglie
e dubito d'averle messe mai.
Andando per la strada così solo
tra la gente che m'urta e non mi vede
mi pare d'esser da me stesso assente.
E m'accalco ad udire dov'è ressa
sosto dalle vetrine abbarbagliato
e mi volto al frusciare d'ogni gonna.
Per la voce d'un cantastorie cieco
per l'improvviso lampo d'una nuca
mi sgocciolano dagli occhi sciocche lacrime
mi s'accendon negli occhi cupidigie.
Chè tutta la mia vita è nei miei occhi:
ogni cosa che passa la commuove
come debole vento un'acqua morta.

Io son come uno specchio rassegnato
che riflette ogni cosa per la via.
In me stesso non guardo perché nulla
vi troverei.

E, venuta la sera, nel mio letto
mi stendo lungo come in una bara.


(Camillo Sbarbaro)

martedì 6 dicembre 2011

Fantasia preclusa


I libri non mi attiravano più e mi sembravano ormai lontani; e ogni gioia della fantasia era preclusa al mio pensiero. Ogni facoltà artistica era ormai sopita, se non interamente spenta in me: condizione questa molto triste, se io non avessi saputo con certezza di poter far rivivere a mio piacimento tutto quello che nel passato aveva avuto un valore per il mio spirito.

(da La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne)

martedì 18 ottobre 2011

Tristezza


Quelli che ancor ieri ardevano
sono oggi votati alla morte,
cadono fiori su fiori
dall'albero della tristezza.

Li vedo cadere e cadere
come neve sul mio sentiero,
i passi più non risuonano,
il lungo silenzio s'approssima.

Il cielo non ha più stelle
non ha più amore il cuore,
tace l'opaca lontananza,
divenne il mondo vecchio e deserto.

Chi può proteggere il cuore
in questo tempo crudele?
Cadono fiori su fiori
dall'albero della tristezza.


(Hermann Hesse)

mercoledì 31 agosto 2011

Censor vitae


L'alternarsi di amore e di odio caratterizza a lungo la situazione interiore di colui che vuole arrivare a giudicar liberamente sulla vita; egli non dimentica, e tutto addebita alle cose, sia il bene che il male. Alla fine, quando l'intera lavagna della sua anima sarà completamente scritta da esperienze, egli non disprezzerà né odiera l'esistenza, ma nemmeno la amerà, e starà al di sopra di essa, ora con l'occhio della gioia, ora con quello della tristezza, e il suo animo sarà come la natura, ora estivo, ora autunnale.

(Friedrich Nietzsche)

lunedì 22 agosto 2011

Se la vita


Se la vita ti ingannerà,
Non rattristarti, non infuriarti!
Nel giorno della tristezza sta calmo :
Il giorno della gioia, credimi, arriverà.

Il cuore vive nel futuro;
Il presente è malinconico:
Tutto è fugace, tutto passerà;
Cio che passerà, sarà caro.


(Alexander Pushkin)

sabato 13 agosto 2011

Ricordo il meraviglioso istante

Ricordo il meraviglioso istante:
davanti a me apparisti tu,
come una visione fugace,
come il gesto della pura bellezza.

Nei tormenti di una tristezza disperata,
nelle agitazioni di una rumorosa vanità,
suonò per me a lungo la tenera voce,
e mi apparvero in sogno i cari tratti.

Passarono gli anni.
Il ribelle impeto delle tempeste
disperse i sogni di una volta,
e io dimenticai la tua tenera voce,
i tuoi tratti celestiali.

Nella mia remota e oscura reclusione
trascorrevano quietamente i miei giorni
senza deità, senza ispirazione,
senza lacrime, senza vita, senza amore.

Ma venne dell’animo il risveglio:
ed ecco di nuovo sei apparsa tu,
come una visione fugace,
come il genio della pura bellezza.

E il cuore batte nell’inebriamento,
e sono per esso risuscitati di nuovo
e la divinità e l’ispirazione,
e la vita, e le lacrime e l’amore.


(Alexander Pushkin)

sabato 11 giugno 2011

Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.


Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.


Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.


E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.


(Eugenio Montale)

domenica 29 maggio 2011

Il Sovrano del Tempo


Dimorò tra di noi finché non realizzò che non poteva essere questo il luogo dove avrebbe abitato felice. La verità è che a furia di riflettersi nella mutevole realtà del Mondo aveva cominciato a intristirsi. Un posto in cui la vita assomigliasse un po' più all'Eternità, di questo aveva bisogno.

(Luigi Roscigno)

mercoledì 25 maggio 2011

Funere mersit acerbo

O tu che dormi là su la fiorita
Collina tosca, e ti sta il padre a canto;
Non hai tra l'erbe del sepolcro udita
Pur ora una gentil voce di pianto?

È il fanciulletto mio, che a la romita
Tua porta batte: ei che nel grande e santo
Nome te rinnovava, anch'ei la vita
Fugge, o fratel, che a te fu amara tanto.

Ahi no! Giocava per le pinte aiole,
E arriso pur di vision leggiadre
L'ombra l'avvolse, ed a le fredde e sole

Vostre rive lo spinse. Oh, giù ne l'adre
Sedi accoglilo tu, ché al dolce sole
Ei volge il capo ed a chiamar la madre.


(Giosuè Carducci)

martedì 24 maggio 2011

Nell'óra che soffia

Mi lasci,
come nube la roccia:
alata ...
nell'óra che soffia,
che strugge,
che muta.
E imploro che il cielo t'inghiotta:
in fretta ...
se seguirti nell'óra non posso
che in fretta t'inghiotta!

(Luigi Roscigno)

mercoledì 18 maggio 2011

Tristezza

Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe
una parola più dolce della gioia.


(Khalil Gibran)

venerdì 6 maggio 2011

lunedì 25 aprile 2011

I fiori mi dicono addio

I fiori mi dicono addio,
Scrollando in giù le corolle,
Perch'io mai più rivedrò
Il suo volto e il paese natio.
Non importa, mia cara, non importa!
Li ho visti ed ho visto la terra,
E accolgo questo brivido tombale
Come se fosse una nuova carezza.
E poiché penetrai l'intera vita
Passandole dinanzi sorridendo,
Mi dico ad ogni istante
Che a questo mondo tutto si ripete.
Verrà un altro, e che importa! La tristezza
Non cancella chi parte: per la donna
Abbandonata e cara comporrà
Il successore un canto ancor più bello.
E nel silenzio ascoltandolo
Dal nuovo amante l'amata,
Di me può darsi si ricorderà
Come di un fiore che non si ripete.


(Sergej Esenin)

martedì 19 aprile 2011

Io ti chiesi

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.


(Hermann Hesse)

martedì 22 febbraio 2011

Le tenebre

Nelle cave d'insondabile tristezza
dove il Destino già m'ha relegato,
dove mai entra raggio roseo e gaio,
dove solo con quell'ospite rude ch'è la Notte,

sto come un pittore condannato
da un beffardo Dio a dipingere sulle tenebre,
dove, cuoco di funebri appetiti,
faccio bollire e mangio questo cuore,

a tratti brilla, s'allunga e si distende
uno spettro fatto di grazia e di splendore.
Ma quando assume la sua massima estensione,

con qull'orientale sognante andatura,
allora si che riconosco chi mi viene incontro:
è Lei, la mia bella, nera ma sempre luminosa!


(Charles Baudelaire)