Visualizzazione post con etichetta Cielo. Mostra tutti i post
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venerdì 30 marzo 2012
Io so che Tu notte e giorno ascolti
Io so che Tu notte e giorno ascolti
il battito dei miei piedi,
felice di guidarmi nella vita.
La tua felicità fiorisce in cielo
d'estate in forme vive.
La tua felicità scende sopra i fiori
nel sospiro della primavera.
Quanto più mi avvicino a Te
scoprendo la via
tanto più il tuo oceano s'innalza.
(Rabindranath Tagore)
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mercoledì 22 febbraio 2012
Il cielo con la luce
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lunedì 20 febbraio 2012
Tra noi e l'inferno o il cielo
Tra noi e l'inferno o il cielo c'è di mezo soltanto la vita, che è la cosa più fragile del mondo.
(Blaise Pascal)
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Abitava in contrade non frequentate
Abitava in contrade non frequentate,
Accanto alla sorgente del Dove,
Una fanciulla che nessuno poteva ammirare
E che pochissimi potevano amare.
Una violetta vicino a una roccia muschiosa,
Seminascosta allo sguardo!
Bella come una stella, quando una sola,
Solitaria, risplende nel cielo.
A tutti ignota, pochi seppero
Quando Lucy cessò di vivere;
Eppure riposa nella tomba,
E oh che differenza fa per me.
(William Wordsworth)
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domenica 19 febbraio 2012
Albero
Tutto il cielo cammina come un fiume,
grandi blocchi traendo di fiamma e d'ombra.
Tutto il mare rompe, onda dietro onda,
splendido alle fuggenti dune.
L'albero, chiuso nel puro contorno,
oscuro come uno che sta su la soglia,
muto guarda, senza battere foglia,
gli spazi agitati dal trapasso del giorno.
(Diego Valeri)
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La morte di un uomo di talento
Mi addolora sempre la morte di un uomo di talento, perché il mondo ne ha più bisogno del Cielo.
(Georg Christoph Lichtenberg)
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mercoledì 4 gennaio 2012
Sarai per sempre©
A Maria, che mi è nel cuore e nell'animo...
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sabato 3 dicembre 2011
Ianthe
Ianthe! Tu decidi di partire, di attraversare il mare:
Un sentiero proibito per me!
Ricordi quante volte,
Sulla cima di un monte,
Osservando il sole chinare il capo,
Sfiorandoci le guance, unendo i nostri visi?
E quanto era debole e breve
E cedevole quel sostegno!
Che cosa accadrà ora? Il mio capo non è benedetto,
Ianthe! e si sofferma soltanto
Sul pensiero di dolore della tua partenza.
Oh, dimmi di sperare di nuovo!
Rendimi ciò che né la terra,
Né il Cielo, senza te, possono dare:
Uno di quei giorni luminosi, insieme,
E che sia pure l'ultimo!
Altrimenti il dono sarebbe, per quanto dolce,
Fragile e incompleto.
(Walter Savage Landor)
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martedì 18 ottobre 2011
Tristezza
Quelli che ancor ieri ardevano
sono oggi votati alla morte,
cadono fiori su fiori
dall'albero della tristezza.
Li vedo cadere e cadere
come neve sul mio sentiero,
i passi più non risuonano,
il lungo silenzio s'approssima.
Il cielo non ha più stelle
non ha più amore il cuore,
tace l'opaca lontananza,
divenne il mondo vecchio e deserto.
Chi può proteggere il cuore
in questo tempo crudele?
Cadono fiori su fiori
dall'albero della tristezza.
(Hermann Hesse)
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martedì 13 settembre 2011
È un vortice di spada
Lirica di Luigi Roscigno letta da Claudio Carini
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domenica 11 settembre 2011
venerdì 9 settembre 2011
Per capire che il cielo è azzurro dappertutto
Per capire che il cielo è azzurro dappertutto non è necessario fare il giro del mondo.
(Johann Wolfgang Goethe)
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sabato 3 settembre 2011
L'imbrunire
Cielo e Terra dicono qualcosa
l'uno all'altro nella dolce sera.
Una stella nell'aria di rosa,
un lumino nell'oscurità.
I Terreni parlano ai Celesti,
quando, o Terra, ridiventi nera;
quando sembra che l'ora s'arresti,
nell'attesa di ciò che sarà.
Tre pianeti su l'azzurro gorgo,
tre finestre lungo il fiume oscuro;
sette case nel tacito borgo,
sette Pleiadi un poco più su.
Case nere: bianche gallinelle!
Case sparse: Sirio, Algol, Arturo!
Una stella od un gruppo di stelle
per ogni uomo o per ogni tribù.
Quelle case sono ognuna un mondo
con la fiamma dentro, che traspare;
e c'è dentro un tumulto giocondo
che non s'ode a due passi di là.
E tra i mondi, come un grigio velo,
erra il fumo d'ogni focolare.
La Via Lattea s'esala nel cielo,
per la tremola serenità.
l'uno all'altro nella dolce sera.
Una stella nell'aria di rosa,
un lumino nell'oscurità.
I Terreni parlano ai Celesti,
quando, o Terra, ridiventi nera;
quando sembra che l'ora s'arresti,
nell'attesa di ciò che sarà.
Tre pianeti su l'azzurro gorgo,
tre finestre lungo il fiume oscuro;
sette case nel tacito borgo,
sette Pleiadi un poco più su.
Case nere: bianche gallinelle!
Case sparse: Sirio, Algol, Arturo!
Una stella od un gruppo di stelle
per ogni uomo o per ogni tribù.
Quelle case sono ognuna un mondo
con la fiamma dentro, che traspare;
e c'è dentro un tumulto giocondo
che non s'ode a due passi di là.
E tra i mondi, come un grigio velo,
erra il fumo d'ogni focolare.
La Via Lattea s'esala nel cielo,
per la tremola serenità.
(Giovanni Pascoli)
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Vincent Van Gogh
giovedì 25 agosto 2011
Fuga di giovinezza
La stanca estate china il capo
specchia nell'acqua il suo biondo volto.
Erro stanco e impolverato
nell'ombra del viale.
Tra i pioppi soffia una leggera
brezza. Il cielo alle mie spalle è rosso
di fronte l'ansia della sera
- e il tramonto - e la morte.
E vado stanco e impolverato
e dietro a me resta esitante
la giovinezza, china il capo
e non vuole più seguire la strada con me.
(Hermann Hesse)
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venerdì 12 agosto 2011
Gli auguri dell'innocenza
Vedere un Mondo in un granello di sabbia,
E un Cielo in un fiore selvatico,
Tenere l'Infinito nel cavo della mano
E l'Eternità in un'ora.
(William Blake)
E un Cielo in un fiore selvatico,
Tenere l'Infinito nel cavo della mano
E l'Eternità in un'ora.
(William Blake)
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sabato 30 luglio 2011
Corricato sull'erba
Girandole di fiori e colorato
vello dei chiari prati estivi,
tenero azzurro del disteso cielo
e sussurro dell'api :
tutto questo è dunque che il sogno
angoscioso d'un dio
il grido di una forza bruta
che a liberarsi intende?
La bella curva del monte, che posa
laggiù sopra l'azzurro,
non è dunque che l'urgere selvaggio
d'una natura levitante; solo
il moto d'un costretto affanno,
un brancolare cieco e senza posa!
Oh, lasciami tu, sogno pauroso,
tu, dolore del mondo!
Nel fulgor della sera ti addormenta
una danza d'insetti,
un gridetto di uccello, e questo fiato
di vento che mi passa su la fronte
la sua fresca carezza.
Lasciami, antico dolore dell'uomo !
Forse ogni cosa è male, ombra, tormento;
ma non già questa dolce ora di sole
non questo olezzo del rosso trifoglio,
non la felicità tenera e fonda
che nell'anima chiudo.
(Hermann Hesse)
vello dei chiari prati estivi,
tenero azzurro del disteso cielo
e sussurro dell'api :
tutto questo è dunque che il sogno
angoscioso d'un dio
il grido di una forza bruta
che a liberarsi intende?
La bella curva del monte, che posa
laggiù sopra l'azzurro,
non è dunque che l'urgere selvaggio
d'una natura levitante; solo
il moto d'un costretto affanno,
un brancolare cieco e senza posa!
Oh, lasciami tu, sogno pauroso,
tu, dolore del mondo!
Nel fulgor della sera ti addormenta
una danza d'insetti,
un gridetto di uccello, e questo fiato
di vento che mi passa su la fronte
la sua fresca carezza.
Lasciami, antico dolore dell'uomo !
Forse ogni cosa è male, ombra, tormento;
ma non già questa dolce ora di sole
non questo olezzo del rosso trifoglio,
non la felicità tenera e fonda
che nell'anima chiudo.
(Hermann Hesse)
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sabato 23 luglio 2011
Dove la luce
Come allodola ondosa
Nel vento lieto sui giovani prati,
Le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci scorderemo di quaggiù,
E del mare e del cielo,
E del mio sangue rapido alla guerra,
Di passi d'ombre memori
Entro rossori di mattine nuove.
Dove non muove foglia più la luce,
Sogni e crucci passati ad altre rive,
Dov'è posata sera,
Vieni ti porterò
Alle colline d'oro.
L'ora costante, liberi d'età,
Nel suo perduto nimbo
Sarà nostro lenzuolo.
(Giuseppe Ungaretti)
(Giuseppe Ungaretti)
giovedì 21 luglio 2011
La mia bohème
Me ne andavo, i pugni nelle tasche sfondate;
E anche il mio cappotto diventava ideale;
Andavo sotto il cielo, Musa! ed ero il tuo fedele;
Oh! quanti amori splendidi ho sognato!
I miei unici pantaloni avevano un largo squarcio.
Pollicino sognante, nella mia corsa sgranavo
Rime. La mia locanda era sull'Orsa Maggiore.
- Nel cielo le mie stelle facevano un dolce fru-fru
Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade
In quelle belle sere di settembre in cui sentivo gocce
Di rugiada sulla fronte, come un vino di vigore;
Oppure, rimando in mezzo a fantastiche ombre,
Come lire tiravo gli elastici
Delle mie scarpe ferite, un piede vicino al cuore!
E anche il mio cappotto diventava ideale;
Andavo sotto il cielo, Musa! ed ero il tuo fedele;
Oh! quanti amori splendidi ho sognato!
I miei unici pantaloni avevano un largo squarcio.
Pollicino sognante, nella mia corsa sgranavo
Rime. La mia locanda era sull'Orsa Maggiore.
- Nel cielo le mie stelle facevano un dolce fru-fru
Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade
In quelle belle sere di settembre in cui sentivo gocce
Di rugiada sulla fronte, come un vino di vigore;
Oppure, rimando in mezzo a fantastiche ombre,
Come lire tiravo gli elastici
Delle mie scarpe ferite, un piede vicino al cuore!
(Arthur Rimbaud)
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martedì 19 luglio 2011
Armonia della sera
Già s'avvicina l'ora che trepido ogni fiore
come un vaso d'incenso svapora sullo stelo;
solcano effluvi e musiche la sera senza velo;
malinconico valzer, delirante languore!
Ogni fiore svapora trepido sullo stelo;
il violino geme come un afflitto cuore;
malinconico valzer, delirante languore!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo.
Il violino geme come un afflitto cuore,
un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore.
Un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido,
dei bei giorni che furono raccoglie ogni bagliore;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore...
Il tuo ricordo in me brilla come un cimelio.
come un vaso d'incenso svapora sullo stelo;
solcano effluvi e musiche la sera senza velo;
malinconico valzer, delirante languore!
Ogni fiore svapora trepido sullo stelo;
il violino geme come un afflitto cuore;
malinconico valzer, delirante languore!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo.
Il violino geme come un afflitto cuore,
un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore.
Un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido,
dei bei giorni che furono raccoglie ogni bagliore;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore...
Il tuo ricordo in me brilla come un cimelio.
(Charles Baudelaire)
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sabato 9 luglio 2011
Tramonto
Nell'ora che il Sole scava
il loculo sul monte,
e d'Esso intriso
il ciel vi corica la nube,
per vivere dolersi
al cuore più non duole.
(Luigi Roscigno)
il loculo sul monte,
e d'Esso intriso
il ciel vi corica la nube,
per vivere dolersi
al cuore più non duole.
(Luigi Roscigno)
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