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venerdì 23 settembre 2011

La gigantessa



Al tempo che la Natura nella sua possente energia,
concepiva ogni giorno figli mostruosi, avrei voluto
vivere vicino a una giovane gigantessa, come un
gatto voluttuoso s'accuccia ai piedi d'una regina.

Avrei voluto contemplare il suo corpo fiorire con la
sua anima e crescere liberamente in terribili giochi;
indovinare, dalle umide brume che fluttuano nei suoi occhi,
se il suo cuore covi un'oscura fiamma;
 
percorrere, a volontà, le sue magnifiche forme:
arrampicarmi sul pendìo delle sue ginocchia enormi,
e qualche volta, l'estate, quando soli malsani
 
la fanno, stanca, distendersi attraverso la campagna,
dormire buttato all'ombra dei suoi seni, come un
quieto casolare all'ombra d'una montagna.

(Charles Baudelaire)

martedì 19 luglio 2011

Armonia della sera

Già s'avvicina l'ora che trepido ogni fiore
come un vaso d'incenso svapora sullo stelo;
solcano effluvi e musiche la sera senza velo;
malinconico valzer, delirante languore!

Ogni fiore svapora trepido sullo stelo;
il violino geme come un afflitto cuore;
malinconico valzer, delirante languore!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo.
  
Il violino geme come un afflitto cuore,
un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore.

Un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido,
dei bei giorni che furono raccoglie ogni bagliore;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore...
Il tuo ricordo in me brilla come un cimelio.

(Charles Baudelaire)

domenica 26 giugno 2011

La fontana di sangue

Mi pare, a volte, che il mio sangue fiotti come una
fontana dai ritmici singhiozzi. Lo sento colare con
un lungo murmure, ma mi tasto invano in cerca d'una ferita.

Fluisce attraverso la città come per un campo
recintato e trasforma i selciati in isolotti, cava la sete
a ogni creatura, tinge la natura in rosso.
 
Spesso al vino capzioso ho chiesto di addormire per
un giorno il terrore che m'assilla; ma il vino rende
l'occhio più acuto e l'orecchio più fino.
 
Ho cercato nell'amore il sonno dell'oblio; ma
l'amore, per me, non è che un materasso d'aghi fatto per
procurare da bere a crudeli puttane.

(Charles Baudelaire)

martedì 3 maggio 2011

Il serpente che danza

Quanto mi piace vedere, cara indolente,
del tuo splendido corpo
come una stoffa ondeggiante luccicare la pelle
sulla tua chioma profonda,
dagli acri profumi,
mare odoroso e vagabondo,
dai flutti azzurri e bruni,
come un vascello che si sveglia
al vento del mattino,
la mia anima sognante s'appresta
a un cielo lontano.
I tuoi occhi nei quali nulla si svela
di dolce o d'amaro,
sono due gioielli freddi in cui si unisce
l'oro col ferro.
A vederti procedere ritmicamente,
bella d'abbandono,
ti si direbbe un serpente che danza,
in cima a un bastone.
Sotto il fardello della tua pigrizia
la tua testa di bambina
si dondola con la mollezza
d'un giovane elefante.
E il tuo corpo si piega e s'allunga
come un bel vascello
che bordeggia e tuffa
le sue antenne nell'acqua.
Come un flutto ingrossato dalla fonte
di ghiacciai grondanti,
quando l'acqua della tua bocca risale
al ciglio dei tuoi denti,
mi pare di bere un vino di Boemia,
amaro e vittorioso,
un cielo liquido che semina
di stelle il mio cuore!

(Charles Baudelaire)

venerdì 4 marzo 2011

Corrispondenze

È un tempio la Natura ove viventi
pilastri a volte confuse parole
mandano fuori; la attraversa l'uomo
tra foreste di simboli dagli occhi
familiari. I profumi e i colori
e i suoni si rispondono come echi
lunghi che di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.

Esistono profumi freschi come
carni di bimbo, dolci come gli òboi,
e verdi come praterie; e degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
l'espansione propria alle infinite
cose, come l'incenso, l'ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell'anima i lunghi rapimenti.

(Charles Baudelaire)

martedì 22 febbraio 2011

Le tenebre

Nelle cave d'insondabile tristezza
dove il Destino già m'ha relegato,
dove mai entra raggio roseo e gaio,
dove solo con quell'ospite rude ch'è la Notte,

sto come un pittore condannato
da un beffardo Dio a dipingere sulle tenebre,
dove, cuoco di funebri appetiti,
faccio bollire e mangio questo cuore,

a tratti brilla, s'allunga e si distende
uno spettro fatto di grazia e di splendore.
Ma quando assume la sua massima estensione,

con qull'orientale sognante andatura,
allora si che riconosco chi mi viene incontro:
è Lei, la mia bella, nera ma sempre luminosa!


(Charles Baudelaire)

martedì 8 febbraio 2011

La musica

Spesso è un mare, la musica, che mi prende ogni senso!
A un bianco astro fedele,
sotto un tetto di brume o nell'etere immenso,
io disciolgo le vele.

Gonfi come una tela i polmoni di vento,
varco su creste d'onde,
e col petto in avanti sui vortici m'avvento
che il buio mi nasconde.

D'un veliero in travaglio la passione mi vibra
in ogni intima fibra;
danzo col vento amico o col pazzo ciclone
sull'infinito gorgo.

Altre volte bonaccia, grande specchio ove scorgo
la mia disperazione!


(Charles Baudelaire)