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venerdì 18 maggio 2012

Ti vestirò, come Dio le nude stelle©



… e il quarto giorno
Ti vestirò, come Dio le nude stelle,
Di faville,
Carezzandoti la pelle firmamento.

(Luigi Roscigno)

domenica 13 maggio 2012

Io sono colui che io amo


Io sono colui che io amo, e colui che io amo sono io. Siamo due spiriti che abitano un solo corpo: se tu vedi me, vedi lui, e se tu vedi lui, ci vedi entrambi.

(al-Hallaj)

lunedì 7 maggio 2012

Mattino


Bello è il novello primo sguardo, bello
- questo tuo luminoso prodigio, mio Dio,
affinché così vasto il nostro giorno se ne impregni,
dal profondo conforto noi balbettando parole
inadeguate -
il mattino io posso vederlo sopraggiungere generoso
- nella diafana volontà distendersi bocconi
- abbandonandosi chiamando a sé ogni mondo -
e dispensare calde, soffici ondate - 
gli azzurri glastri ne sono il preludio,
sotto un maestoso seno raccoltisi.

(Klaus Kinski)

sabato 5 maggio 2012

L'arte è l'amore di Dio


 L'arte fa la stessa cosa. Essa è l'amore più vasto e smisurato. È l'amore di Dio. E non le è concesso fissarsi sul singolo individuo che è solo la soglia della vita. Deve attraversarlo. Non le è concessa stanchezza. Per trovare compimento deve agire laddove tutti sono Uno. E quando essa fa dono di questa unicità, ovunque si posa una ricchezza senza fine.

(Rainer Maria Rilke)

giovedì 5 aprile 2012

La natura di Dio è un circolo


La natura di Dio è un circolo, di cui il centro è in ogni parte e la circonferenza in nessuna parte.

(Empedocle)

Nella serra


S'empì d'uno zampettìo
di talpe la limonaia,
brillò in un rosario di caute
gocce la falce fienaia.

S'accese sui pomi cotogni,
un punto, una cocciniglia,
si udì inalberarsi alla striglia
il poney - e poi vinse il sogno.

Rapito e leggero ero intriso
di te, la tua forma era il mio
respiro nascosto, il tuo viso
nel mio si fondeva, e l'oscuro

pensiero di Dio discendeva
sui pochi viventi, tra suoni
celesti e infantili tamburi
e globi sospesi di fulmini


su me, su te, sui limoni...

(Eugenio Montale)

Coloro che raggiungono l'obiettivo


Un giorno Isa vide un gruppetto di persone dall'aspetto infelice sedute su un muretto sul ciglio della strada.
"Che cos'è che vi affligge?", chiese loro.
"È la paura dell'inferno che ci ha messo in questo stato", risposero.
Egli proseguì per la sua strada e ben presto incontrò un altro gruppo di persone dall'aria sconsolata, ognuna delle quali era ripiegata nella propria tristezza. "Che cos'è che vi affligge?", chiese loro. "È il desiderio del paradiso che ci ha resi così", risposero.
Egli proseguì il suo cammino finché passò davanti a un terzo gruppo di persone che sembravano aver sofferto molto, ma i cui volti splendevano di gioia.
Isa chiese loro: "Qual è il motivo del vostro stato?".
Risposero: "Lo spirito di Verità. Abbiamo visto la Realtà e questo ci ha resi dimentichi degli obiettivi inferiori".
Allora Isa disse: "Sono queste le persone che raggiungono l'obiettivo. Nel Giorno del Giudizio, saranno loro che si troveranno in presenza di Dio".


(Al-Ghazzali)

domenica 12 febbraio 2012

sabato 11 febbraio 2012

Uno stravagante errore


Il rabbino Maimonide ha affermato cose molto giuste a proposito della prevalenza del bene sul male nel mondo. Ecco quanto dice nel suo Doctor Perplexorum: "Spesso gli uomini incolti sono portati a credere che nel mondo vi siano più mali che beni, tanto che nei poemi e nelle canzoni dei pagani si trova detto assai di frequente che si produce una specie di miracolo quando accade qualcosa di buono, mentre i mali sono ordinari e continui. Quest'errore è diffuso non solo fra il volgo, ma vi sono caduti perfino coloro che vogliono passare per sapienti. un celebre autore di nome Al Razi, nel suo Sepher Elouth o Teosofia, insieme a un gran numero di sciocchezze e follie, ha sostenuto la tesi che i mali nel mondo sono più numerosi dei beni, e che, se si confrontassero fra loro i beni e i piaceri di cui gode l'uomo, con i dolori, le sofferenze, i turbamenti, le infermità, gli affanni, i tormenti e le sciagure che gli capitano, si troverebbe che la nostra  esistenza è un gran male, e un vero e proprio castigo. Maimonide aggiunge inoltre che la causa di questo stravagante errore consiste nel fatto che costoro si immaginano che la natura sia stata fatta soltanto per loro, e non tengono in alcuna considerazione quanto è distinto dalla loro persona, cosicché, quando accade loro qualcosa di sfavorevole, ne deducono che va tutto male nell'universo.

(da Saggi di Teodicea di Gottfried W. von Leibniz)

lunedì 26 dicembre 2011

Prologo


In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente èstato fatto di tutto
ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l'hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce,
ma doveva render testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l'hanno accolto.
A quanti però l'hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli rende testimonianza
e grida: "Ecco l'uomo di cui io dissi:
Colui che viene dopo di me
mi è passato avanti,
perché era prima di me".
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto
e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di
Gesù Cristo.
Dio nessuno l'ha mai visto:
proprio il figlio unigenito,
che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato.

(Giovanni il Battista)

giovedì 17 novembre 2011

Le linee della vita...


Le linee della vita sono varie
come vie sono, come crinali.
Ciò che qui siamo, un dio compirà altrove
in armonia, eterna ricompensa, pace.

(Friedrich Hölderlin)

venerdì 21 ottobre 2011

Amore


Allora Almitra disse: Parlaci dell'Amore.
Ed egli sollevò la testa e guardò il popolo, e una grande calma scese su di esso. E con gran voce egli disse:
Quando l'amore vi chiama, seguitelo,
Benché le sue vie siano ardue e ripide.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,
Anche se la spada nascosta tra le sue penne può ferirvi.
E quando esso vi parla, credetegli,
Anche se la sua voce può infrangere i vostri sogni come il vento
del nord quando devasta il vostro giardino.

Poiché come l'amore v'incorona, così vi crocifigge. È egualmente pronto sia a farvi fiorire che a potarvi.
Egualmente ascende fino alla cima ad accarezzare i rami più teneri che tremolano al sole,
E discenderà fino alle vostre radici e le scuoterà là dove più sono abbarbicate alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi scuote per rendervi spogli.
Vi staccia per liberarvi dalle reste.
Vi macina fino all'estrema bianchezza.
Vi impasta finché non siete cedevoli;
Ed infine vi assegna al suo sacro fuoco perché diveniate pane sacro per la mensa di Dio.

Tutte queste cose saprà compiere l'amore per voi, di modo che voi possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della Vita.
Ma se, nel vostro timore, voleste cercare dell'amore la pace e il piacere,
Allora meglio sarebbe per voi coprire la vostra nudità e uscir fuori dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete, ma non tutto il vostro riso; e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.

L'amore non dona che se stesso e nulla prende se non da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.

Quando amate non dovestre dire: "Dio è nel mio cuore", ma piuttosto: "Io sono nel cuore di Dio".
E non pensate di poter voi condurre l'amore, poiché è l'amore che, se vi trova degni, condurrà voi.

L'amore non ha altro desiderio che di appagare se stesso.
Ma se amate e, necessariamente, ardete, siano questi i vostri desideri:
Dissolversi ed essere come un ruscello che scorre e canta la sua melodia alla notte.
Conoscere la pena che dà l'eccesso di tenerezza.
Essere feriti dalla stessa comprensione d'amore;
E sanguinare volentieri e con gioia.
Destarsi all'alba con un cuore alato e rendere grazie per un nuovo giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi che dà l'amore;
Rientrare a casa, la sera, pieni di gratitudine;
E addormentarsi con una preghiera per l'amato nel cuore e un canto di lode sulle labbra.

(Khalil Gibran)

mercoledì 5 ottobre 2011

Ragione e passione


E la sacerdotessa parlò nuovamente e disse: Parlaci della Ragione e della Passione.
Ed egli rispose, dicendo:
La vostra anima è spesso un campo di battaglia dove giudizio e ragione si scontrano con l'appetito e la passione.
Potessi io essere il conciliatore nelle vostre anime, in modo da convertire la discordia e la rivalità tra i vostri elementi in unità e armonia!
Ma come potrò farlo, se non siete anche voi i vostri conciliatori, anzi gli amanti di ogni vostro elemento?

Ragione e passione sono il timone e le vele della vostra anima navigante.
Se le vele o il timone si spezzano, non potrete che beccheggiare e andare alla deriva o restar fermi in mezzo al mare.
Poiché se la ragione governa da sola è una forza che imprigiona, e la passione, incustodita, è una fiamma che brucia fino a distruggersi.
Perciò la vostra anima esalti la ragione fino al culmine della passione, di modo che essa possa cantare;
E con la ragione diriga la passione, di modo che la vostra passione possa vivere e rivivere attraverso le sue quotidiane resurrezioni, e come la fenice risorgere dalle proprie ceneri.

Vorrei che consideraste l'appetito e il giudizio come due graditi ospiti nella vostra casa.
Certo, non onorereste un ospite più dell'altro; poiché chi avesse più riguardi per uno dei due perderebbe l'affetto e la fiducia di entrambi.
Quando, tra i colli, sedete alla fresca ombra dei bianchi pioppi, e vi sentite parte voi stessi della pace e serenità dei campi e prati lontani - vi sussurri allora il cuore: "Dio poggia sulla ragione".
E quando arriva la tempesta, e il possente vento scuote la foresta, e tuoni e lampi proclamano la maestà dei cieli - dica allora con ammirato timore il vostro cuore: "Dio si muove nella passione".
E giacché voi siete un alito nella sfera di Dio e una foglia nella sua foresta, così voi pure dovreste riposare nella ragione e muovervi nella passione.

(Khalil Gibran)

giovedì 29 settembre 2011

La via interiore


Chi già trovò la via interiore,
chi col suo intimo fervore
ravvisò il nocciolo del vero:
che la sua mente sceglie il mondo e Dio
soltanto come simbolo e figura,
vedrà ogni fatto, ogni pensiero
colloquiar col proprio io
che Dio contiene e il mondo intero.

(Hermann Hesse)

Dio


Dio pensa nel genio, sogna nel poeta e dorme nella restante umanità.

(Peter Altenberg)

giovedì 1 settembre 2011

sabato 30 luglio 2011

Corricato sull'erba

Girandole di fiori e colorato
vello dei chiari prati estivi,
tenero azzurro del disteso cielo
e sussurro dell'api :
tutto questo è dunque che il sogno
angoscioso d'un dio
il grido di una forza bruta
che a liberarsi intende?
La bella curva del monte, che posa
laggiù sopra l'azzurro,
non è dunque che l'urgere selvaggio
d'una natura levitante; solo
il moto d'un costretto affanno,
un brancolare cieco e senza posa!
Oh, lasciami tu, sogno pauroso,
tu, dolore del mondo!
Nel fulgor della sera ti addormenta
una danza d'insetti,
un gridetto di uccello, e questo fiato
di vento che mi passa su la fronte
la sua fresca carezza.
Lasciami, antico dolore dell'uomo !
Forse ogni cosa è male, ombra, tormento;
ma non già questa dolce ora di sole
non questo olezzo del rosso trifoglio,
non la felicità tenera e fonda
che nell'anima chiudo.


(Hermann Hesse)

giovedì 28 luglio 2011

I principali strumenti della nostra conservazione

Le passioni sono i principali strumenti della nostra conservazione: è dunque impresa vana e insieme ridicola volerle distruggere, è come pretendere di controllare la natura, di riformare l'opera di Dio.

(Jean-Jacques Rousseau)

lunedì 18 luglio 2011

Lamento

Non ci è dato di essere. Noi siamo
soltanto un fiume, aderiamo ad ogni forma:
al giorno ed alla notte, al duomo e alla caverna
passiamo oltre, l'ansia di essere ci incalza.

Forma su forma riempiamo senza tregua,
nessuna ci diviene patria, gioia o pena,
sempre siamo in cammino, ospiti sempre,
non c'è campo né aratro per noi, né pane cresce.

E non sappiamo cosa Dio ci serbi,
gioca con noi, argilla nella mano,
muta e cedevole che non piange o ride,
mille volte impastata e mai bruciata.

Potessimo, una volta, farci pietra, durare!
Questa è la nostra eterna nostalgia,
ma un brivido perdura a raggelarci
e non c'è pace sulla nostra via.


(Hermann Hesse)

giovedì 14 luglio 2011

Il paziente val più di un eroe

Il paziente val più di un eroe, chi domina se stesso val più di chi conquista una città.

(dal libro dei Proverbi)