L'eterno silenzio di questi spazi infiniti mi spaventa.
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lunedì 14 maggio 2012
L'eterno silenzio
mercoledì 11 aprile 2012
Il bambino che gioca
Il bambino smise di giocare
e parlò al vecchio come un amico.
Il vecchio lo udiva raccontare
come una favola la sua vita.
Gli si facevano sicure e chiare
cose che mai aveva capite.
Prima lo prese paura poi calma.
Il bambino seguitava a parlare.
(Franco Fortini)
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giovedì 5 aprile 2012
Coloro che raggiungono l'obiettivo
Un giorno Isa vide un gruppetto di persone dall'aspetto infelice sedute su un muretto sul ciglio della strada.
"Che cos'è che vi affligge?", chiese loro.
"È la paura dell'inferno che ci ha messo in questo stato", risposero.
Egli proseguì per la sua strada e ben presto incontrò un altro gruppo di persone dall'aria sconsolata, ognuna delle quali era ripiegata nella propria tristezza. "Che cos'è che vi affligge?", chiese loro. "È il desiderio del paradiso che ci ha resi così", risposero.
Egli proseguì il suo cammino finché passò davanti a un terzo gruppo di persone che sembravano aver sofferto molto, ma i cui volti splendevano di gioia.
Isa chiese loro: "Qual è il motivo del vostro stato?".
Risposero: "Lo spirito di Verità. Abbiamo visto la Realtà e questo ci ha resi dimentichi degli obiettivi inferiori".
Allora Isa disse: "Sono queste le persone che raggiungono l'obiettivo. Nel Giorno del Giudizio, saranno loro che si troveranno in presenza di Dio".
(Al-Ghazzali)
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domenica 26 febbraio 2012
martedì 4 ottobre 2011
Un sonno mi opprimeva la mente
Un sonno mi opprimeva la mente,
Ignota m'era la paura:
Lei sembrava una cosa insensibile
Al volgere del tempo sulla terra.
Immota è ora la forza;
Non vede e non sente,
Assunta nel quotidiano moto della terra
Insieme allo rocce, alle pietre e agli alberi.
(William Wordsworth)
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mercoledì 14 settembre 2011
Il bacio
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domenica 14 agosto 2011
Il cavaliere e il serpente
C'è un proverbio che dice: "l'opposizione dell'uomo di conoscenza è preferibile all'approvazione dell'imbecille".
Io, Salim Abdali, attesto che ciò è vero tanto nelle sfere superiori quanto in quelle dei livelli inferiori dell'esistenza. Questa verità è evidenziata nella tradizione dei saggi, che hanno trasmesso il racconto del cavaliere e del serpente.
Un cavaliere vide dall'alto del suo cavallo un serpente velenoso infilarsi nella gola di un uomo addormentato, e si rese conto che se quell'uomo avesse continuato a dormire, il veleno lo avrebbe sicuramente ucciso.
Di conseguenza prese a frustare il dormiente finché non si svegliò. Non avendo tempo da perdere lo trascinò a forza sotto un albero, ai piedi del quale c'erano delle mele marce; lo costrinse a mangiarle, poi lo obbligò a bere lunghi sorsi di acqua del ruscello.
Mentre cercava continuamente di divincolarsi, l'uomo gridava al cavaliere: "Che ti ho fatto, nemico dell'umanità, per maltrattarmi così?".
Al calar della notte, finalmente, l'uomo, esausto, stramazzò a terra e vomitò le mele, l'acqua e il serpente. Quando vide ciò che era uscito dal suo corpo, capì quanto era accaduto e implorò il perdono del cavaliere.
Questa è la nostra condizione. Quando leggerete questo, non confondete la storia con l'allegoria, ne l'allegoria con la storia. Coloro che hanno ricevuto la conoscenza hanno in cambio delle responsabilità. Coloro che non l'hanno ricevuta non ne hanno, indipendentemente da quello che pensano.
L'uomo che era stato salvato disse al cavaliere: "Se mi avessi avvertito, avrei accettato di buon grado il tuo trattamento".
"Se ti avessi avvertito", rispose il cavaliere, "non mi avresti creduto, oppure saresti rimasto paralizzato dalla paura o saresti fuggito, oppure, ancora, ti saresti riaddormentato per cercare l'oblio. E non ci sarebbe stato più tempo".
Spronando il suo cavallo, il misterioso cavaliere si allontanò al galoppo.
Io, Salim Abdali, attesto che ciò è vero tanto nelle sfere superiori quanto in quelle dei livelli inferiori dell'esistenza. Questa verità è evidenziata nella tradizione dei saggi, che hanno trasmesso il racconto del cavaliere e del serpente.
Un cavaliere vide dall'alto del suo cavallo un serpente velenoso infilarsi nella gola di un uomo addormentato, e si rese conto che se quell'uomo avesse continuato a dormire, il veleno lo avrebbe sicuramente ucciso.
Di conseguenza prese a frustare il dormiente finché non si svegliò. Non avendo tempo da perdere lo trascinò a forza sotto un albero, ai piedi del quale c'erano delle mele marce; lo costrinse a mangiarle, poi lo obbligò a bere lunghi sorsi di acqua del ruscello.
Mentre cercava continuamente di divincolarsi, l'uomo gridava al cavaliere: "Che ti ho fatto, nemico dell'umanità, per maltrattarmi così?".
Al calar della notte, finalmente, l'uomo, esausto, stramazzò a terra e vomitò le mele, l'acqua e il serpente. Quando vide ciò che era uscito dal suo corpo, capì quanto era accaduto e implorò il perdono del cavaliere.
Questa è la nostra condizione. Quando leggerete questo, non confondete la storia con l'allegoria, ne l'allegoria con la storia. Coloro che hanno ricevuto la conoscenza hanno in cambio delle responsabilità. Coloro che non l'hanno ricevuta non ne hanno, indipendentemente da quello che pensano.
L'uomo che era stato salvato disse al cavaliere: "Se mi avessi avvertito, avrei accettato di buon grado il tuo trattamento".
"Se ti avessi avvertito", rispose il cavaliere, "non mi avresti creduto, oppure saresti rimasto paralizzato dalla paura o saresti fuggito, oppure, ancora, ti saresti riaddormentato per cercare l'oblio. E non ci sarebbe stato più tempo".
Spronando il suo cavallo, il misterioso cavaliere si allontanò al galoppo.
(Salim Abdali)
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domenica 3 luglio 2011
Donna alla finestra
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lunedì 23 maggio 2011
Il solo
Odioso mi è il seguire e anche il condurre.
Obbedire? no! Ma neppure... governare!
Chi non fa paura a se stesso, non fa paura a nessuno:
e solo chi fa paura può guidare gli altri.
A me è odioso già il guidare me stesso!
Io amo, come gli animali del bosco e del mare,
smarrirmi per un bel po',
accovacciarmi almanaccando in un soave garbuglio
e infine, da lontano, adescarmi a casa mia,
essere il seduttore di me stesso.
(Friedrich Nietzsche)
Obbedire? no! Ma neppure... governare!
Chi non fa paura a se stesso, non fa paura a nessuno:
e solo chi fa paura può guidare gli altri.
A me è odioso già il guidare me stesso!
Io amo, come gli animali del bosco e del mare,
smarrirmi per un bel po',
accovacciarmi almanaccando in un soave garbuglio
e infine, da lontano, adescarmi a casa mia,
essere il seduttore di me stesso.
(Friedrich Nietzsche)
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domenica 6 marzo 2011
Buon senso
Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune.
(Alesandro Manzoni)
(Alesandro Manzoni)
domenica 27 febbraio 2011
Verso la morte sei spinto
Ascoltami: verso la morte sei spinto dal momento della nascita. Su questo e su pensieri del genere dobbiamo meditare, se vogliamo attendere serenamente quell’ultima ora che ci spaventa e ci rende inquiete tutte le altre.
(Lucio Anneo Seneca)
(Lucio Anneo Seneca)
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