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venerdì 1 giugno 2012

Troppo tardi


- Molto male! Sempre la stessa storia! Quando si è finito di costruire la propria casa ci si accorge di aver frattanto imparato inutilmente qualcosa che si sarebbe assolutamente dovuto sapere prima di cominciare a costruire. L'eterno increscioso "troppo tardi!" - La malinconia di ogni cosa finita!...

(Friedrich Nietsche)

martedì 21 febbraio 2012

La vita... è ricordarsi di un risveglio


La vita... è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all'alba: aver veduto
fuori la luce incerta: aver sentito
nel corpo rotto la malinconia
vergine e aspra dell'aria pungente.

Ma ricordarsi la liberazione
improvvisa è più dolce: a me vicino
un marinaio giovane: l'azzurro
e il bianco della sua divisa, e fuori
un mare tutto fresco di colore.


(Sandro Penna)

venerdì 4 novembre 2011

Chi sono?


Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia:
"malinconia".
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
Nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".
Son dunque...che cosa?
Io metto una lente
Davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.


(Aldo Palazzeschi) 

venerdì 30 settembre 2011

Senza di te


Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio Amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.


(John Keats)

lunedì 22 agosto 2011

Se la vita


Se la vita ti ingannerà,
Non rattristarti, non infuriarti!
Nel giorno della tristezza sta calmo :
Il giorno della gioia, credimi, arriverà.

Il cuore vive nel futuro;
Il presente è malinconico:
Tutto è fugace, tutto passerà;
Cio che passerà, sarà caro.


(Alexander Pushkin)

venerdì 19 agosto 2011

Affetti del cuore


Il cuore conosce la propria amarezza e alla sua gioia non partecipa l'estraneo.

(dal libro dei Proverbi)



Aceto su una piaga viva, tali sono i canti per un cuore afflitto.

(da Proverbi di Salomone)

domenica 10 aprile 2011

Terzo inno alla notte

Questo inno rappresenta la trascrizione artistica dell'esperienza mistica alla tomba di Sophie: il poeta giunge alla certezza dell'esistenza di un'altra vita attraverso l'amore e la visione dei "tratti trasfigurati" dell'amata morta; per un attimo viene sollevato nel regno della notte; il legame della nascita, della vita si rompe ed egli prova indicibile gioia. La traccia duratura di quest’esperienza è la fede nella notte e nel suo sole: l'amata. Attraverso l'esperienza, sia pure istantanea, della rinascita il poeta sente di appartenere ormai al mondo del giorno e a quello della notte, a quello del finito e a quello dell'infinito.

***

Un giorno che versavo amare lacrime, che in dolore disciolta svaniva la mia speranza, ed io stavo solitario presso l'arido tumulo che in un breve oscuro spazio chiudeva la forma della mia vita - solitario come nessuno era mai stato, sospinto da indicibile angoscia - privo di forze, in me soltanto un senso di miseria, come mi guardavo intorno cercando aiuto, non potevo avanzare né indietreggiare, e mi aggrappavo alla fuggente vita, spenta, con infinita nostalgia: - allora venne dalle azzurre lontananze - dalle altezze della mia antica beatitudine un brivido crepuscolare - si spezzò d'un tratto il vincolo della nascita - la catena della luce. Svanì la magnificenza terrestre e il mio lutto con lei - confluì in un mondo nuovo e impenetrabile la malinconia - e tu, estasi della notte, sopore del cielo scendesti su di me - la contrada lentamente si sollevò; e sulla contrada aleggiò il mio spirito nuovo, liberato. Il tumulo divenne una nube di polvere - attraverso la nube io vidi le fattezze trasfigurate dell'amata. Nei suoi occhi posava l'eternità - afferrai le sue mani, e le lacrime divennero un vincolo scintillante, inscindibile. Millenni dileguarono in lontananza, come uragani. Al suo collo piansi lacrime d'estasi per la nuova vita. - Fu questo il primo, unico sogno - e da allora sento un'eterna, immutabile fede nel cielo della notte e nella sua luce, l'amata.

(Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg, detto Novalis)

lunedì 28 marzo 2011

venerdì 18 marzo 2011

Solo, fra i mesti miei pensieri, in riva

Solo, fra i mesti miei pensieri, in riva
al mar là dove il tosco fiume ha foce,
con Fido il mio destrier pian pian men giva;
e muggìan l'onde irate in suon feroce.

Quell'ermo lido, e il gran fragor mi empiva
il cuor (cui fiamma inestinguibil cuoce)
d'alta malinconia; ma grata, e priva
di quel suo pianger, che pur tanto nuoce.

Dolce oblio di mie pene e di me stesso
nella pacata fantasia piovea;
e senza affanno sospirava io spesso:

quella, ch'io sempre bramo, anco parea
cavalcando venirne a me dappresso...
Nullo error mai felice al par mi fea.


(Vittorio Alfieri)

mercoledì 2 marzo 2011

E poi la imprigionasti in un corpo

Desti a me quest’anima divina e poi la imprigionasti in un corpo debole e fragile: com’è triste viverci dentro.

(Michelangelo Buonarroti)