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venerdì 1 giugno 2012

Troppo tardi


- Molto male! Sempre la stessa storia! Quando si è finito di costruire la propria casa ci si accorge di aver frattanto imparato inutilmente qualcosa che si sarebbe assolutamente dovuto sapere prima di cominciare a costruire. L'eterno increscioso "troppo tardi!" - La malinconia di ogni cosa finita!...

(Friedrich Nietsche)

giovedì 24 maggio 2012

Due specie di genio


Ci sono due specie di genio: una che soprattutto genera e vuol generare, e un'altra che si lascia volentieri fecondare e partorisce. [...]. Queste due specie di genio si cercano come l'uomo e la donna; ma anche si fraintendono - come l'uomo e la donna.

(Friedrich Nietzsche)

sabato 19 maggio 2012

sabato 12 maggio 2012

Anche nel chiaro giorno


Anche nel chiaro giorno e persino nei momenti più sereni del nostro spirito sveglio, veniamo un poco portati dalle abitudini dei nostri sogni.

(Friedrich Nietzsche)

lunedì 30 aprile 2012

Il più grande sarà colui...


"Il più grande sarà colui che saprà essere il più solo, il più nascosto, il più divergente, l'uomo che sarà al di là del bene e del male, il signore delle sue virtù, l'uomo straricco di volontà; proprio ciò si dovrà chiamare grandezza: saper essere altrettanto multiformi che integri, altrettanto vasti che pieni."

(Friedrich Nietzsche)

giovedì 26 aprile 2012

La disciplina del dolore


La disciplina del dolore, del grande dolore - non sapete che solo questa disciplina ha creato finora ogni elevazione umana? La tensione dell'anima nell'infelicità, che ne nutre la forza , il suo brivido alla vista della grande rovina, la sua inventiva e valentia nel sopportare, perseverare, interpretare, sfruttare l'infeicità, e qualunque cosa le sia mai stata donata come profondità, mistero, maschera, spirito, astuzia, grandezza - non le è stato donato sotto il segno del dolore, sotto la disciplina del grande dolore?

(Friedrich Nietzsche)

lunedì 23 aprile 2012

Volontà di potenza


La vita stessa è essenzialmente appropriazione, offesa, sopraffazione di ciò che è estraneo e più debole, oppressione, durezza, imposizione di forme proprie, incorporazione e perlomeno, nel caso più moderato, sfruttamento [...]. La vita è appunto volontà di potenza [...]. Lo "sfruttamento" non appartiene a una società corrotta o imperfetta o primitiva; appartiene all'essenza del vivente come funzione organica fondamentale, è una conseguenza di quella volontà di potenza, che è appunto la volontà di vivere.

(Friedrich Nietzsche) 

domenica 15 aprile 2012

Tutto ciò che è profondo


Tutto ciò che è profondo ama la maschera, e le cose più profonde nutrono addirittura odio per quel che è immagine e somiglianza.

(Friedrich Nietzsche)

giovedì 12 aprile 2012

Il sapiente come astronomo


Il sapiente come astronomo. - Finché continuerai a sentire le stelle come un "sopra di te", ti mancherà sempre lo sguardo dell'uomo della conoscenza.

(Friedrich Nietzsche)

martedì 28 febbraio 2012

Parabola


Quei pensatori in cui tutte le stelle si muovono secondo orbite cicliche non sono i più profondi; chi guarda in se stesso come in un immenso universo e porta in sé le sue vie lattee sa anche quanto irregolari siano tutte le vie lattee; esse conducono fino nel caos e nel labirinto dell'esistenza.

(Friedrich Nietzsche)

lunedì 20 febbraio 2012

A un amico della luce


Se non vuoi che l'occhio e i sensi tuoi si intorpidiscano corri pure dietro al sole, ma stando all'ombra!

(Friedrich Nietzsche)

sabato 18 febbraio 2012

Ora e allora


Che importa tutta la nostra arte, quella che produce le opere d'arte, se abbiamo perduto quell'arte più elevata, l'arte di far festa! Un tempo tutte le opere d'arte erano collocate sulla grande strada della festa dell'umanità, quali monumenti eretti in memoria di momenti elevati e beati. Adesso invece con le opere d'arte si vogliono allettare, tirandole da una parte, le povere creature esaurite e malate sulla grande strada della sofferenza dell'umanità, per un istante di piacere: si offre loro un po' di ebbrezza e follia. 

(Friedrich Nietzsche)

domenica 12 febbraio 2012

Una caratteristica scomoda


Trovare profonde tutte le cose - questa è una caratteristica scomoda; fa sì che ci si sforzino costantemente gli occhi e, alla fine, si trovi sempre di più di quanto non si desiderasse.

(Friedrich Nietzsche)

giovedì 22 dicembre 2011

Incomprensibile, insopportabile


Un giovane non può capire che un anziano abbia anch'egli una volta provato i suoi rapimenti, le aurore del sentimento, le svolte e gli slanci del pensiero: il solo pensare che questi siano esistiti due volte lo offende - ma lo rende completamente ostile l'udire che, per diventare fertile, egli dovrà perdere quella fioritura, fare a meno del suo profumo.

(Friedrich Nietzsche)

venerdì 9 dicembre 2011

Il libro quasi fatto uomo


È cosa che non finisce mai di sorprendere uno scrittore il fatto che il libro, non appena si sia staccato da lui, continui a vivere una vita per conto proprio; per lui è come se la parte distaccata di un insetto proseguisse il suo cammino. Forse egli lo dimentica quasi del tutto, forse si eleva al di sopra delle idee espresse nel libro, forse anche non lo capisce più e ha perduto le ali con le quali volava allora quando concepì quel libro: intanto quello si cerca i suoi lettori, infiamma esistenze e allieta, spaventa, genera nuove opere, diviene l’anima di proponimenti e di azioni - insomma: vive come un essere dotato di spirito e anima e tuttavia non è un uomo. La sorte più felice sarà toccata all’autore che, da vecchio, potrà dire che tutto ciò che è stato in lui di pensieri e sentimenti vivificanti, nobilitanti, rischiaranti, continua a vivere nei suoi scritti, e che egli stesso ormai non rappresenta che la grigia cenere, mentre dappertutto il fuoco viene salvato e propagato. - Se poi si considera che ogni azione di un uomo, non soltanto un libro, diventa in qualche modo motivo di altre azioni, decisioni, pensieri, che tutto ciò che accade si annoda in modo indissolubile con tutto ciò che accadrà, si conosce la sola vera immortalità che ci sia, quella del movimento: ciò che una volta ha mosso, è incluso ed eternato nella catena totale dell’essere, come un insetto nell’ambra.

(Friedrich Nietzsche)

martedì 29 novembre 2011

Il lento dardo della bellezza


La specie più nobile di bellezza non è quella che rapisce improvvisamente, che compie attacchi irruenti e inebrianti (tale bellezza suscita facilmente nausea), ma quella che penetra lentamente, che ci si porta con sé quasi senza accorgercene e che un giorno ci si fa innanzi in sogno, ma che, alla fine, dopo esser stata a lungo e con modestia nel nostro cuore, si impadronisce interamente di noi, ci colma gli occhi di lacrime e il cuore di nostalgia. Di che cosa abbiamo nostalgia alla vista della bellezza? Di essere belli: immagginiamo che a ciò debba accompagnarsi molta felicità. Ma è un errore.

(Friedrich Nietzsche)

sabato 26 novembre 2011

Il genio e il nulla


Tra gli artisti, proprio le menti originali, che traggono da se stesse la propria creatività, possono talvolta produrre il vuoto e l'insipidità assoluti, mentre le nature meno indipendenti, i cosiddetti talenti, son ricchi di ricordi di ogni possibile cosa buona e anche in stato di debolezza producono cose passabili. Se invece gli originali vengono abbandonati da se stessi, il ricordo non fornisce loro alcun aiuto: essi diventano vuoti.

(Friedrich Nietzsche)

mercoledì 16 novembre 2011

L'eterno fanciullo


Noi pensiamo che la favola e il gioco appartengano alla fanciullezza: miopi che siamo! Come se potessimo vivere, in una qualsiasi età, senza favola e gioco! Certo, li definiamo e li sentiamo diversamente, ma proprio questo dice che si tratta della stessa cosa - infatti anche il fanciullo sente il gioco come il suo lavoro, e la favola come la sua verità. La brevità della vita dovebbe trattenerci dal fare pedanti distinzioni di età - come se ciascuna di esse portasse qualcosa di nuovo -, e un poeta dovrebbe una volta rappresentare l'uomo di duecent'anni, quello che realmente vive senza favole e gioco.

(Fridrich Nietzsche)

lunedì 31 ottobre 2011

Finché ti si elogia


Finché ti si elogia, credi pure sempre che non sei ancora sulla tua strada, bensì su quella di un altro.

(Friedrich Nietzsche)