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martedì 25 ottobre 2011
La separazione
Il bacio che le tue labbra hanno lasciato
Non si separerà mai dalle mie,
Fin che più felici ore, dolce fanciulla,
Alle tue labbra, incorrotto, renderanno il dono.
Al tuo sguardo di commiato, che sorride d'amore,
Uguale amore in me risponde:
La lacrima che ti scende dalle ciglia
Nulla in me può mutare.
Non ti chiedo un ricordo per farmi felice
Da contemplare quando sono solo;
Né una supplica per un cuore
I cui pensieri sono tutti tuoi.
Né devo scrivere: per raccontare
Due volte debole è la mia penna;
Di che possono avvalersi le parole
Misere, se non del cuore stesso per parlare?
E giorno e notte, nella felicità e nel pianto,
Quel cuore, non più libero,
Deve stringere l'amore che non può mostrare,
E silenzioso piangere per te.
(George Byron)
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venerdì 21 ottobre 2011
Amore
Allora Almitra disse: Parlaci dell'Amore.
Ed egli sollevò la testa e guardò il popolo, e una grande calma scese su di esso. E con gran voce egli disse:
Quando l'amore vi chiama, seguitelo,
Benché le sue vie siano ardue e ripide.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,
Anche se la spada nascosta tra le sue penne può ferirvi.
E quando esso vi parla, credetegli,
Anche se la sua voce può infrangere i vostri sogni come il vento
del nord quando devasta il vostro giardino.
Poiché come l'amore v'incorona, così vi crocifigge. È egualmente pronto sia a farvi fiorire che a potarvi.
Egualmente ascende fino alla cima ad accarezzare i rami più teneri che tremolano al sole,
E discenderà fino alle vostre radici e le scuoterà là dove più sono abbarbicate alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi scuote per rendervi spogli.
Vi staccia per liberarvi dalle reste.
Vi macina fino all'estrema bianchezza.
Vi impasta finché non siete cedevoli;
Ed infine vi assegna al suo sacro fuoco perché diveniate pane sacro per la mensa di Dio.
Tutte queste cose saprà compiere l'amore per voi, di modo che voi possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della Vita.
Ma se, nel vostro timore, voleste cercare dell'amore la pace e il piacere,
Allora meglio sarebbe per voi coprire la vostra nudità e uscir fuori dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete, ma non tutto il vostro riso; e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non dona che se stesso e nulla prende se non da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.
Quando amate non dovestre dire: "Dio è nel mio cuore", ma piuttosto: "Io sono nel cuore di Dio".
E non pensate di poter voi condurre l'amore, poiché è l'amore che, se vi trova degni, condurrà voi.
L'amore non ha altro desiderio che di appagare se stesso.
Ma se amate e, necessariamente, ardete, siano questi i vostri desideri:
Dissolversi ed essere come un ruscello che scorre e canta la sua melodia alla notte.
Conoscere la pena che dà l'eccesso di tenerezza.
Essere feriti dalla stessa comprensione d'amore;
E sanguinare volentieri e con gioia.
Destarsi all'alba con un cuore alato e rendere grazie per un nuovo giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi che dà l'amore;
Rientrare a casa, la sera, pieni di gratitudine;
E addormentarsi con una preghiera per l'amato nel cuore e un canto di lode sulle labbra.
(Khalil Gibran)
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sabato 30 aprile 2011
Paolo e Francesca
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