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sabato 7 aprile 2012

Canto di donna


Canto di donna che si sa non vista
dietro le chiuse imposte, voce roca,
di languenti abbandoni e d’improvvisi
brividi scorsa, di vuote parole
fatta, ch’io non discerno.
O voce assorta, procellosa e dolce,
folta di sogni,
quale rapiva i marinai in mezzo
al mare, un tempo, canto di sirena.
Voce del desiderio, che non sa
se vuole o teme, ed altra non ridice
cosa che sé, che il suo buio, tremante
amore. Come te l’accesa carne
parla talora, e ascolta
sé stupefatta esistere.


(Sergio Solmi)

venerdì 6 aprile 2012

giovedì 1 dicembre 2011

Gli dèi


Etere silenzioso! Sempre mi conservasti
l'anima nel dolore, e spesso cresce
nobile audacia di fronte ai tuoi raggi,
Elio!, nel mio petto ribelle.

Voi buoni dèi! Povero chi non vi conosce,
nel rozzo seno non cessa mai la discordia
e notte è per lui il mondo, e non gli crescono
nessuna gioia e nessun canto.

Solo voi, con la vostra eterna gioventù, nutrite
nei cuori che vi amano il senso del fanciullo,
e non lasciate mai che per affanno o errore
il genio si consumi nel lutto.

(Friedrich Hölderlin)

sabato 22 ottobre 2011

Diotima (seconda stesura)


Tu taci e soffri, e non ti capiscono,
sacra creatura! Appassisci intanto e taci,
poiché invano tra i barbari
cerchi alla luce del sole i tuoi,

i regali, che, come fratelli, o
come le cime socievoli del bosco,
gioivano un tempo di amore e patria
e dei loro giorni mutevoli,

i nati per primi, che ancora memori
dell'origine, come te, amata, pieni di bene,
testimoniarono della sfera materna
del sole, gli splendidi uomini divini,

le anime grandi, sensibili, che non ci sono più.
Ma il tempo fugge. Ora i Celesti sono veloci.
Già riacquista il suo antico diritto
non scritto la Natura dimenticata.

E prima che il nostro colle sprofondi, cara,
accade; ed ecco, già vede il mio canto mortale
il giorno, Diotima!, in cui presso gli dèi
insieme agli eroi ti nomina, e ti eguaglia.

(Friedrich Hölderlin)

lunedì 12 settembre 2011

Del tempo


E un astronomo disse: Maestro Parlaci del Tempo.
E lui rispose:
Vorreste misurare il tempo, l'incommensurabile e l'immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e guardarlo fluire.

Ma l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo e sa che l'oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente che la sua forza d'amore è sconfinata?
E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere, e non passa da pensiero d'amore a pensiero d'amore, né da atto d'amore ad atto d'amore?
E non è forse il tempo, così come l'amore, indiviso e immoto?

Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l'attesa.

(Khalil Gibran)

sabato 27 agosto 2011

Sì, il favore delle muse!


Quel che Omero dice in proposito tocca il cuore, tanto è vero e terribile: "molto lo amò la musa e gli diede bene e male; poiché gli prese gli occhi e gli diede un dolce canto". Per chi pensi, questo è un testo senza fine: bene e male dà essa, questo è il suo modo di amare molto! E ciascuno si spiegherà in maniera particolare il perché noi pensatori e poeti dobbiamo dare i nostri occhi.

(Friedrich Nietzsche)

mercoledì 22 giugno 2011

A Zacinto

Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque


Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque


cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.


Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.


(Ugo Foscolo)

lunedì 20 giugno 2011

Tra un fiore colto e l'altro donato

Sul volume Tra un fiore colto e l'altro donato VIII (Aletti) è stata pubblicata la mia lirica Sarai per sempre.


La poesia d’amore è, per eccellenza, «lirica»; infatti, con questo termine s’indica la poesia del sentimento, nata nel mondo greco, attraverso cui il poeta esprime il mondo interiore, fatto di gioie e dolori, desideri e rimpianti, speranze e ricordi.
Come è nella tradizione di questo genere letterario, anche i poeti ivi presenti accentuano il carattere individuale del proprio canto, e indagano la sfera emozionale, rendendo partecipi, il mondo e la natura, dei loro sentimenti.


venerdì 10 giugno 2011

Il canto del destino

Voi che lassù vi aggirate nella luce
sul soffice suolo, o beate divinità!
Rilucenti, divini aliti
lievemente vi sfiorano,
come dita d'artista
le sacre corde.
Indifferenti al fato, come addormentati
poppanti, respirano gli abitatori del cielo;
castamente custodito
in piccola gemma
fiorisce per sempre
per loro lo spirito,
e gli occhi, beati,
guardano nel calmo
eterno chiarore.


(Friedrich Hölderlin)

giovedì 19 maggio 2011

Alla Musa

Pur tu copia versavi alma di canto
su le mie labbra un tempo, Aonia Diva,
quando dè miei fiorenti anni fuggiva
la stagion prima, e dietro erale intanto

questa, che meco per la via del pianto
scende di Lete ver la muta riva:
non udito or t'invoco; ohimè! Soltanto
una favilla del tuo spirto è viva.

E tu fuggisti in compagnia dell'ore,
o Dea! Tu pur mi lasci alle pensose
membranze, e del futuro al timor cieco.

Però mi accorgo, e mel ridice amore,
che mal ponno sfogar rade, operose
rime il dolor che deve albergar meco.


(Ugo Foscolo)

lunedì 25 aprile 2011

I fiori mi dicono addio

I fiori mi dicono addio,
Scrollando in giù le corolle,
Perch'io mai più rivedrò
Il suo volto e il paese natio.
Non importa, mia cara, non importa!
Li ho visti ed ho visto la terra,
E accolgo questo brivido tombale
Come se fosse una nuova carezza.
E poiché penetrai l'intera vita
Passandole dinanzi sorridendo,
Mi dico ad ogni istante
Che a questo mondo tutto si ripete.
Verrà un altro, e che importa! La tristezza
Non cancella chi parte: per la donna
Abbandonata e cara comporrà
Il successore un canto ancor più bello.
E nel silenzio ascoltandolo
Dal nuovo amante l'amata,
Di me può darsi si ricorderà
Come di un fiore che non si ripete.


(Sergej Esenin)