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mercoledì 22 giugno 2011

A Zacinto

Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque


Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque


cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.


Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.


(Ugo Foscolo)

lunedì 11 aprile 2011

La nascita di Venere

Afrodite, realtà epistemologica

Afrodite era ben più che una gioia estetica: era una necessità epistemologica, perchè senza di lei tutti gli altri Dei sarebbero rimasti nascosti, come le astrazioni della matematica e della teologia, ma mai realtà palpabili. [...] Grazie a lei, il divino poteva esser visto e udito, odorato, gustato e toccato. Lei rendeva manifesto il pensiero divino.

(James Hillman)