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venerdì 6 aprile 2012
L'incubo è il solo modo della lucidità
In questo "grande dormitorio" (come un testo taoista chiama l'universo), l'incubo è il solo modo della lucidità.
(Emil Cioran)
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mercoledì 26 ottobre 2011
domenica 9 ottobre 2011
Riflessione
Divino è lo Spirito ed eterno.
Incontro gli andiamo, strumento di Esso
ed immagine; a questo aspiriamo nell'intimo:
diventare com'Esso, brillare della sua luce.
Ma terreni noi siamo e mortali,
pigra ci preme le spalle la gravità.
Dolce bensì e materna e calda ci abbraccia Natura,
ci allatta la terra, ci accolgono culla e sepolcro;
ma la Natura non dona la pace,
e la scintilla
dello Spirito immortale e paterno trapassa
il suo incanto di madre, fa uomo l'infante,
rompe il candore, a lotta e coscienza ci chiama.
Così tra la madre ed il padre,
tra il corpo e lo Spirito
esita la creatura più fragile al mondo,
l'anima tremula umana, capace d'affanni
come nessuno, e capace del bene supremo:
fede, speranza ed amore.
Dura è la via, peccato e morte il suo cibo,
spesso si perde nel buio, e meglio sovente
sarebbe non fosse mai nata,
ma eterna la irriga la sua nostalgia,
la sua meta: la Luce, lo Spirito.
Come (sappiamo) è sempre in periglio,
tanto più caldo a lei viene l'amor dell'Eterno.
(Hermann Hesse)
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lunedì 5 settembre 2011
Lo scritto ha bisogno dell'aiuto del padre
Perché, o Fedro, questo ha di terribile la scrittura, simile, per la verità, alla pittura: infatti, le creature della pittura ti stanno di fronte come se fossero vive, ma se domandi loro qualcosa, se ne restano zitte, chiuse in un solenne silenzio; e così fanno anche i discorsi. Tu crederesti che parlino pensando essi stessi qualcosa, ma se, volendo capire bene, domandi loro qualcosa di quello che hanno detto, continuano a ripetere una sola e medesima cosa. E una volta che un discorso sia scritto, rotola da per tutto, nelle mani di coloro che se ne intendono e così pure nelle mani di coloro ai quali non importa nulla, e non sa a chi deve parlare e a chi no. E se gli recano offesae a torto lo oltraggiano, ha sempre bisogno dell'aiuto del padre, perché non è capace di difendersi e di aiutarsi da solo.
(Platone)
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