Visualizzazione post con etichetta scrittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scrittura. Mostra tutti i post
mercoledì 11 aprile 2012
Come scriverei bene se non ci fossi!
Come scriverei bene se non ci fossi! Se tra il foglio bianco e il ribollire delle parole e delle storie che prendono forma e svaniscono senza che nessuno le scriva non si mettesse di mezzo quello scomodo diaframma che è la mia persona!
(Italo Calvino)
sabato 7 aprile 2012
Non si può scrivere liberamente
Non si può scrivere liberamente finché si pensa a quelli che ti leggeranno. Si scrive bene solo quando non si pensa più a loro.
(Jean Grenier)
sabato 31 marzo 2012
Un libro non è scritto una volta per tutte
Un libro non è scritto una volta per tutte. Se si tratta veramente di un grande libro, la storia degli uomini vi aggiungerà la propria passione.
(Louis Aragon)
Etichette:
aforisma,
Francia,
libro,
Louis Aragon,
Novecento,
Parigi,
passione,
scrittura,
storia,
Surrealismo,
uomini
mercoledì 26 ottobre 2011
Scrittori ignoranti
(Carlo Dossi)
mercoledì 12 ottobre 2011
Cancella spesso
Cancella spesso, se vuoi scrivere qualcosa che meriti di essere riletto, e non preoccuparti dell'ammirazione della folla ma accontantati di pochi lettori.
(Orazio)
Etichette:
ammirazione,
Carme secolare,
Epodi,
folla,
Giacomo Di Chirico,
ironia,
lettori,
lettura,
Odi,
Orazio,
Quinto Orazio Flacco,
Roma,
Satire,
scrittura,
Venosa
mercoledì 21 settembre 2011
La scrittura non accresce né la sapienza né la memoria degli uomini
[...] presso Naucrati d'Egitto c'era uno degli antichi dèi di quel luogo, al quale era sacro l'uccello che chiamano Ibis, e il nome di questo dio era Theuth. Dicono che per primo egli abbia scoperto i numeri, il calcolo, la geometria e l'astronomia e poi il gioco del tavoliere e dei dadi e, infine, la scrittura. Re di tutto quanto l'Egitto a quel tempo era Thamus e abitava nella grande città dell'Alto Nilo. Gli Elleni la chiamano Tebe Egizia [...]. E Theuth andò da Thamus, gli mostrò queste arti e gli disse che bisognava insegnarle a tutti gli Egizi. E il re gli domandò quale fosse l'utilità di ciascuna di quelle arti, e, mentre il dio gliela spiegava [...] disapprovava oppure lodava.
[...] quando si giunse alla scrittura, Theuth disse: "Questa conoscenza, o re, renderà gli Egiziani più sapienti e più capaci di ricordare, perché con essa si è trovato il farmaco della memoria e della sapienza".
E il re rispose: "O ingegnosissimo Theuth, c'è chi è capace di creare le arti e chi è invece capace di giudicare quale danno o quale vantaggio ne ricaveranno coloro che le adopereranno. Ora tu, essendo padre della scrittura, per effetto hai detto proprio il contrario di quello che essa vale. Infatti, la scoperta della scrittura avrà per effetto di produrre la dimenticanza delle anime di coloro che la impareranno, perché, fidandosi della scrittura, si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da se medesimi: dunque, tu hai trovato non il farmaco della memoria, ma del richiamare alla memoria.
"Della sapienza, poi, tu procuri ai tuoi discepoli l'apparenza, non la verità: infatti essi, divenendo per mezzo tuo uditori di molte cose senza insegnamento, crederanno di essere conoscitori di molte cose, mentre, come accade per lo più, in realtà, non le sapranno; e sarà ben difficile discorrere con essi, perché sono diventati portatori di opinioni invece che sapienti".
(Platone)
lunedì 5 settembre 2011
Lo scritto ha bisogno dell'aiuto del padre
Perché, o Fedro, questo ha di terribile la scrittura, simile, per la verità, alla pittura: infatti, le creature della pittura ti stanno di fronte come se fossero vive, ma se domandi loro qualcosa, se ne restano zitte, chiuse in un solenne silenzio; e così fanno anche i discorsi. Tu crederesti che parlino pensando essi stessi qualcosa, ma se, volendo capire bene, domandi loro qualcosa di quello che hanno detto, continuano a ripetere una sola e medesima cosa. E una volta che un discorso sia scritto, rotola da per tutto, nelle mani di coloro che se ne intendono e così pure nelle mani di coloro ai quali non importa nulla, e non sa a chi deve parlare e a chi no. E se gli recano offesae a torto lo oltraggiano, ha sempre bisogno dell'aiuto del padre, perché non è capace di difendersi e di aiutarsi da solo.
(Platone)
Etichette:
aiuto,
Dialoghi,
ellenismo,
Fedro,
filosofia,
Grecia,
Johann Heinrich Füssli,
Milton detta alla figlia,
offesa,
padre,
Platone,
sapienza,
scrittura,
silenzio,
Socrate
giovedì 19 maggio 2011
Gli occhi della Pisana
Pallida trasparente come l'alabastro, profilata nelle sembianze come una Madonna addolorata di Frate Angelico, curva della persona come chi ha portato sul dorso gravissimi pesi e non potrà più raddrizzarsi; gli occhi le si erano ingranditi meravigliosamente, e la metà superiore della pupilla adombrata dalle palpebre traspariva da queste in guisa d'un lume dietro un cristallo colorato: l'azzurrognolo della melanconia e il rosso del pianto si fondevano nel bianco della retina, come nel simpatico splendore dell'opale. Era una creatura sovrumana; non mostrava alcuna età. Soltanto si poteva dire: costei è più vicina al cielo che alla terra!
(da Le Confessioni d'un Italiano di Ippolito Nievo)
(da Le Confessioni d'un Italiano di Ippolito Nievo)
Etichette:
amore,
Beato Angelico,
Carlino Altoviti,
Ippolito Nievo,
Le Confessioni d'un Italiano,
Madonna,
morte,
occhi,
Ottocento,
ottuagenario,
patriottismo,
Pisana,
romanzo postumo,
scrittura
domenica 15 maggio 2011
La scrittura domina il pensiero
Rendi la tua penna sdegnosa verso l'ispirazione ed essa l'attirerà a sé con la forza del magnete. Quanto più lento sarai nel decidere di mettere per iscritto un'intuizione, tanto più matura essa ti si consegnerà. Il discorso conquista il pensiero, ma la scrittura lo domina.
(Walter Benjamin)
(Walter Benjamin)
venerdì 22 aprile 2011
La vera arte
Quando si parla o scrive, la vera arte consiste nel nascondere l’arte.
(Ovidio)
(Ovidio)
martedì 19 aprile 2011
Tua per sempre
Quando hai una cosa, questa può esserti tolta. Quando tu la dai, l'hai data. Nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre.
(James Joyce)
Etichette:
aforisma,
cosa,
dono,
Dublino,
Gente di Dublino,
Irlanda,
Italo Svevo,
Joyce,
ladro,
scrittura,
Ulisse
Iscriviti a:
Post (Atom)






